Blockchain

Il termine blockchain, traducibile alla lettera in italiano come “catena di blocchi”, è una lista continua di registrazioni interconnesse tra loro e protette con gli strumenti della crittografia, ossia un tipo di scrittura cifrata che rende i dati in essa contenuti illeggibili da parte di persone non autorizzate.

E’ una tecnologia grazie alla quale viene creato un database per la gestione di transazioni condivisibili tra più nodi di una rete, strutturato in maniera che ciascuna transazione che avviene sulla rete necessita di essere validata dalla rete stessa: ciascun “blocco” è una specie di archivio che contiene la storia di una serie di transazioni, che possono essere modificate solo con l’approvazione dei nodi della rete.

In sostanza è quindi un grande libro contabile, aperto e distribuito, in grado di fissare e registrare delle transazioni che avvengono tra due parti in modo sicuro attraverso una rete peer-to-peer, che tramite un protocollo è responsabile della convalida dei nuovi blocchi.

Caratteristiche fondamentale di tale rete è di essere decentralizzata e distribuita tra i partecipanti alla rete stessa: in questo modo, le registrazioni non possono essere alterate senza provocare modifiche a tutti i blocks successivi e senza la partecipazione degli altri membri del network.

Questo significa che i processi di partecipazione alla blockchain sono in un certo senso “democratici”, ossia tutti possono controllare le operazioni.

Il sistema di “Decentralized Ledger” rappresentato dalla Blockchain, infatti, è costituito da tanti “satelliti” che si relazionano tra loro senza un soggetto Centrale, ed è inoltre “distribuito”: non c’è cioé un centro e le logiche di gestione sono affidate alla fiducia tra tutti i partecipanti.

Suggerimento: Ledger è il “registro” pubblico dove le transazioni vengono descritte in modo immutabile, ed è costituito dall’insieme dei blocchi tra loro correlati tramite un hash, un marcatore che identifica in modo univoco e sicuro ciascun blocco

Spiegazione della Blockchain

Da quanto detto si comprende che nel database della blockchain sono presenti due tipologie di registrazioni: le transazioni e i blocchi, dove i secondi rappresentano dei lotti di transazioni valide: la sicurezza delle registrazioni è data dal fatto che ciascun blocco comprende l’hash del blocco precedente, e in questo modo si crea una connessione tra diversi blocchi, che tramite procedure di iterazione da vita alla “catena.

I blocchi sono dunque in pratica delle specie di contenitori che si occupano dell’archiviazione di un insieme di transazioni validate e legate da un Marcatore Temporale (Timestamp), e ogni blocco include l’hash, tecnicamente una funzione algoritmica informatica che lo identifica in modo univoco e permette il collegamento con il blocco precedente.

Altra caratteristica è che quando vengono registrati, i dati presenti in un block non possono essere alterati senza che vengano modificati tutti i blocchi successivi ad esso, il che necessiterebbe il consenso della maggioranza della rete.

Nota: tutti i nodi (in sostanza tutte le macchine collegate al sistema, possiedono una copia della blockchain, perché la qualità dei dati viene mantenuta proprio grazie a una costante replicazione del database.

Cos’è la Blockchain

L’ “invenzione” della prima blockchain è opera di un personaggio misterioso, tale Satoshi Nakamoto (dietro cui si nasconde in realtà probabilmente un gruppo di informatici), che rivelò la propria visione nell’ottobre del 2008 in un White Paper che descriveva la procedura per sviluppare una digital currency non dipendente da un’istituzione centrale, chiamata Bitcoin, sulla rete definita appunto Blockchain.

Il White Paper, dal titolo Bitcoin: A Peer-to-Peer Electronic Cash System, richiamò subito una grande attenzione, perché prospettava la nascita di un sistema di scambi monetari decentralizzati, ed ebbe subitò degli sviluppi; poco dopo il documento, infatti, arrivò nel 2009 a dimostrazione della teoria l’avvio di un software che inaugurava la moneta digitale sulla piattaforma di sviluppo Sourceforge.

Nel sistema creato, viene usato un tipo di crittografia che prevede l’uso di chiavi pubbliche, cioé indirizzi sulla blockchain sotto i quali viene registrata l’appartenenza dei token inviati nella rete, e di una chiave privata, una specie di password grazie alla quale ciascun membro della rete può servirsi delle proprie riserve digitali e operare all’interno della blockchain.

Applicazioni della blockchain

Ma quali sono le potenzialità di questo sistema, che si dice potrebbe cambiare i modelli di gestione aziendale in una numerosa serie di campi?

Per comprenderlo basta citare una dichiarazione del presidente della Commodity and Futures Trading Commission americana, Christopher Giancarlo, che ha recentemente mostrato un atteggiamento per nulla ostile alla diffusione dei nuovi strumenti finanziari basati sulla tecnologia blockchain.

Nel corso di una audizione davanti al Senato USA, Giancarlo ha prima sottolineato l’esigenza di “rispettare l’entusiasmo della nuova generazione per le monete virtuali, con una risposta meditata ed equilibrata e non di rigetto”; poi, pur segnalando “crepe nella protezione di trader e investitori in criptovalute”, il guardiano dei futures ha sorpreso positivamente per l’affermazione di un legame profondo tra il bitcoin e la blockchain, che contraddice l’idea sempre più diffusa di una separazione tra la tecnologia di base (utile) e la moneta (effimera), e soprattutto ha mostrato che le applicazioni della Blockchain sono già un fatto reale.

“Sessantasei milioni di tonnellate di semi di soia diretti in Cina sono appena stati gestiti attraverso una transazione sulla blockchain dalla compagnia Dreyfus. Dunque il Bitcoin viene adesso usato, viene usato dal sistema americano di trasporti e logistica,” ha fatto notare.

L’uso di blockchain promette dunque in sostanza di apportare notevoli migliorie in aree come le catene di fornitura o le transazioni finanziarie, cosi come nella gestione dei beni contabili.

Ovviamente la più nota applicazione finora sono le criptovalute, non solo bitcoin ma anche molte delle coins nate successivamente, ma il nuovo metodo di distribuzione si può usare nel comparto assicurativo, bancario – grazie alla rapidità con cui possono essere effettuati i sistemi di regolamenti di back office –  ma anche nel settore sanitario e in nuovi campi come Internet delle Cose.

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